Francesca Conti Facebook ad: “L'altro ginocchio, chi ci pensa?”

Ran for 4 days, from September 26 to September 30, 2026, the last day Crush saw it.
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Opera pure. Ma l'altro ginocchio, chi ci pensa? Nove mesi fa ho pagato 3.000 € per la TPLO di Argo. Il 38,7% l'ho scoperto da sola, nove mesi dopo. Scrivo per le padrone che l'intervento l'hanno già fatto. Quelle che in casa hanno una cicatrice, non un preventivo attaccato al frigo. Se il tuo cane non è mai stato operato di crociato, questo non ti riguarda. Chiudi pure, davvero. E se stai decidendo in questi giorni se operare o no: opera. Io rifarei quell'intervento domani mattina, con lo stesso chirurgo, senza pensarci un secondo. Non è di quel ginocchio che sto parlando. Sto parlando dell'altro. Quello che nessuno ha guardato. Mi chiamo Mirella. Ho 54 anni, vivo a Piacenza, secondo piano senza ascensore. Argo è il nostro pastore tedesco. Sei anni. Trentotto chili. È quello che ti porta la ciabatta sbagliata e aspetta il complimento lo stesso. È cominciata un sabato di dicembre. Erba bagnata, la pallina che rimbalza storta. Argo è partito, ha piantato la posteriore sinistra, ha girato. Ho sentito un guaito e poi il silenzio. È tornato verso di me su tre zampe, con la sinistra tirata su sotto la pancia. Trentotto chili caricati in macchina da me e da mio marito, con un telo da mare sotto la pancia. In clinica la visita è durata sei minuti. La veterinaria ha spinto avanti la tibia con i pollici, ed è scivolata. "Rottura del legamento crociato." Poi il preventivo, stampato, in una cartellina azzurra. 3.000 € per la TPLO. Oltre 4.500 € con radiografie, sedazione, antinfiammatori, controlli e fisioterapia. L'abbiamo fatta il 14 gennaio. E adesso dico una cosa che nei gruppi non piace, ma è la verità: quell'intervento ha funzionato. Il chirurgo ha fatto esattamente quello che aveva detto. La placca tiene. La radiografia di controllo era perfetta. A tre settimane Argo arrivava in fondo alla via appoggiando. Non riscrivo la storia adesso che mi fa comodo. Poi ci sono state le dodici settimane. Il guinzaglio corto anche in casa. I tappeti antiscivolo su tutto il corridoio. Trentaquattro gradini, due volte al giorno, con mio marito davanti e io dietro. La fisioterapia, 45 € a seduta, dieci sedute. E a metà maggio, finito tutto, la lettera di dimissioni. Io quella lettera l'ho letta come se fosse la fine della storia. Non lo era. Perché a giugno ho cominciato a vedere una cosa che prima non vedevo. Argo si sedeva storto. Non sulla zampa operata. Sull'altra. Buttava la destra di lato, come se fosse seduto sopra un portafoglio. E quando si alzava dal pisolino, si alzava in due tempi. Prima il davanti. Una pausa. Poi il dietro, tutto insieme. La sera, in cucina, con la lavastoviglie spenta, quando si alzava dalle piastrelle sentivo un clic. Sordo. Come una nocca. A destra. E una notte, verso le due, l'ho sentito cambiare posizione tre volte nel giro di dieci minuti. Unghie sul parquet. Sospiro. Unghie sul parquet. Mi sono alzata e mi sono seduta per terra accanto a lui. Gli ho passato la mano sulla coscia destra. Era più dura della sinistra. Più grossa. Aveva senso: per tre mesi aveva tenuto su trentotto chili quasi da sola. Al controllo dei sei mesi ho fatto la domanda. "E l'altra? Quella che ha lavorato per tutto questo tempo, chi la guarda?" Il chirurgo è stato onesto, e gliene sono grata. "Statisticamente il rischio c'è, signora. Teniamolo magro, niente salti, e ricontrolliamo." Fine. Non una riga scritta sulla destra. Non è colpa sua. Lui ripara ginocchia rotte, e le ripara bene. Ma di quello che tiene ancora non si occupa nessuno. Quella sera ho cercato il numero. Non un prodotto. Il numero. L'ho trovato in uno studio del Royal Veterinary College, Grierson, 2011, su 511 cani operati di crociato. Il 38,7% si è rotto anche l'altro. Quasi quattro cani su dieci. In media 57,9 settimane dopo il primo. Poco più di un anno. Ho guardato il calendario sul telefono. Argo era al nono mese. Ne restavano tre. La settimana dopo sono tornata al centro di riabilitazione dove Argo aveva fatto la fisioterapia. Non per una seduta. Per parlare. La fisioterapista, una veterinaria che fa solo riabilitazione, mi ha fatto una domanda mentre gli passava le mani dietro. "Secondo lei il legamento crociato di che cosa è fatto?" Non lo sapevo. In nove mesi non me l'ero mai chiesto. "È collagene. Tipo I. È una corda di collagene, tesa dentro l'articolazione." Poi ha detto la frase che mi sono scritta sul retro dello scontrino del parcheggio: "Un legamento sano il corpo lo rinnova di continuo, un pezzetto alla volta. Se il materiale c'è, lo rifà bene. Se non c'è, fa quello che può." E poi, perché fossi chiara su una cosa: "Quello rotto no. Quello si ripara in sala operatoria, non nella ciotola." E poi: "E quella destra, in questi tre mesi, ha lavorato per due." Le ho chiesto cosa dare. Non mi ha fatto un nome di marca. Mi ha detto cosa guardare. Collagene idrolizzato, cioè già spezzettato, perché il cane quello intero non lo assorbe. Tipo I, perché di quello è fatta la corda. La vitamina C insieme, perché senza quella il corpo il collagene non lo monta. E liquido, non compresse: le compresse e le polveri vengono cotte ad alta temperatura e si assorbono molto meno. Ho cercato tre sere. Mi sono fermata su un collagene liquido che si chiama Pawlity, nella versione per il crociato. Quattrocento milligrammi di collagene idrolizzato tipo I e III per ogni millilitro. Con la vitamina C dentro. Più il tipo II, l'UC-II, che serve alla cartilagine dello stesso ginocchio. Più omega 3, MSM, zinco. Sul sito c'è scritto che il liquido si assorbe fino al 98%, mentre compresse e polveri stanno tra il 20 e il 30%. Non è un farmaco. Non sostituisce niente. Non toglie la placca e non cancella una statistica. È materiale. Argo pesa trentotto chili, quindi prende tre millilitri al giorno. Tre contagocce sulle crocchette della mattina, mescolati. Odore di bacon. La ciotola è vuota in venti secondi, esattamente come prima. L'ho detto al chirurgo al controllo successivo. Ha guardato la bottiglia e ha detto "non interferisce, vada pure". Settimana 1 e 2: niente. Settimana 4: ancora niente. Ho pensato di aver buttato 29,99 €. Settimana 6: una sera si è alzato dal tappeto del corridoio in un tempo solo. Non in due. In uno. Settimana 8: mio marito, che non guarda mai queste cose, ha detto dal divano: "Mirella, è un po' che non fa più quella cosa storta quando si siede." Aveva ragione. Si sedeva dritto, con tutte e due sotto. Settimana 10: il clic in cucina non l'ho più sentito. Non ci giuro. Magari c'era e non l'ho sentito. Dico solo che non l'ho più sentito. Settimana 12: al controllo di riabilitazione la fisioterapista ha misurato le due cosce con il metro da sarta. La sinistra, quella operata, aveva recuperato due centimetri. La destra era uguale al controllo prima. Mi ha detto: "Va bene così. Vuol dire che non si sta più caricando tutto lei." Adesso siamo al quarto mese di gocce. E qui devo essere chiara, perché odio le pubblicità che promettono. Io non ti posso dire che Argo il destro non se lo romperà. Nessuno te lo può dire. Quel 38,7% non lo cancella una bottiglia. Ti posso dire che per nove mesi a quella zampa non ho dato niente, e che adesso le do qualcosa tutti i giorni. E che si siede dritto. Domenica mio marito ha tirato fuori la cartellina azzurra e abbiamo rifatto i conti del ginocchio sinistro. La TPLO: 3.000 €. Radiografie, sedazione, antinfiammatori e controlli: 760 €. Fisioterapia, dieci sedute: 450 €. Tappeti antiscivolo, imbragatura, rampa per il bagagliaio: 318 €. Quattromilacinquecentoventotto euro. Per un ginocchio. Tutti spesi dopo che si era rotto. Nemmeno un euro prima. Il destro, adesso, costa questo. Una bottiglia 29,99 €. Io prendo il pack da cinque, 89,97 €, perché tre le paghi e due sono in regalo. Con tre millilitri al giorno una bottiglia dura circa venti giorni, quindi cinque bottiglie fanno circa cento giorni. Novanta centesimi al giorno. Novanta centesimi contro 4.528 €. Non è nemmeno un ragionamento, è una sottrazione. E se non ti convince, ci sono 60 giorni di garanzia. Scrivi a [email protected] e ti rimborsano. Il rischio se lo prendono loro, non tu. Un'ultima cosa, e ci tengo. Non toccare niente di quello che ti ha detto il chirurgo. Nessun controllo saltato, nessuna terapia tolta. Questo si aggiunge, non sostituisce. Qui c'è spiegato tutto, con lo studio e i numeri: https://pawlity.co/pages/crociato-altro-ginocchio Il ginocchio rotto l'ha sistemato il chirurgo. Quello sano me lo tengo io. Mirella, Piacenza P.S. Se il tuo cane è stato operato da poco, il pack da cinque copre circa cento giorni, cioè più o meno i tre mesi in cui l'altra zampa lavora per due. È l'unica finestra in cui puoi fare qualcosa prima, invece che dopo.
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L'altro ginocchio, chi ci pensa? 👉
L'intervento ha livellato una tibia sola. L'altro ginocchio ha la stessa pendenza, la stessa corda di collagene e lo stesso sangue. Quasi 4 cani su 10 si rompono anche quello.
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